La corsa ad ostacoli del “rio Tampognacco”

Della sistemazione idrogeologica del bacino del Rio Tampognacco si parla oramai da 10 anni. I meno giovani si ricorderanno dei numerosi interventi avvenuti lungo il suo tracciato sin dal 1990, di alcuni io stesso scopro solo ora l’esistenza. L’intervento più importante forse sono state le casse di espansione del rio stesso, realizzate negli anni ’90, tra i comuni di Fagagna e Martignacco.

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Finalmente, a leggere il Messaggero Veneto del 20 Settembre 2013 sembra siano finalmente maturi i tempi per la sistemazione idraulica del tratto del rio che riguarda anche Moruzzo. Un invertento che consta in 2 Milioni di Lire (alias 1 miliardo di Euro) e che dovrebbe finalmente porre rimedio agli allagamenti che si verificano tra Moruzzo e Villalta di Fagagna in occasione di precipitazioni cospique: un rigagnolo che durante la bella stagione non ci daresti due lire (vedi foto della sorgente), quando piove diventa un torrente in pieno che spesso tracima oltre gli argini.

Speriamo che dopo il patto di stabilità, la legge sugli espropri e tutto il resto sia venuta l’ora di vedere le pale meccaniche al lavoro: l’intervento era già stato anunciato come imminente già a Febbraio 2012 e anche nell’Agosto dello stesso anno.

La relazione della Protezione Civile in seguito ai fenomeni meterologici del 18 Novembre 2006

Il Bilancio Ambientale del 2004 del Comune di Fagagna ove si citano proprio gli interventi sul Rio Tampognacco

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