Cividale-Caporetto un progetto da riprendere in mano

Ci Piace un sacco il post di Tana di Tani sulla ferrovia Cividale-Caporetto e su un recupero complessivo di questi bellissimi percorsi. VE lo riporto di seguito per comodità:

La vecchia ferrovia Cividale–Caporetto

Ciclovia CS2 del NatisoneQualche giorno fa, andando in bici verso l’alta val Natisone, ho trovato alcuni cartelli illustrativi sulla CS2 Ciclovia del Natisone. Cercando poi su Internet maggiori informazioni non ho trovato praticamente nulla, indice che come al solito si tratta del solito progetto “spot”, svincolato da qualsiasi altro, con il quale il solito politico di turno, con la compiacenza di qualche impresario, si è messo in tasca la solita mazzetta pagata da noi.

L’idea di per sé non è male, ma andrebbe inserita in un contesto più ampio, e coordinata con altre attività simili. Invece cosa si è fatto? Sistemata un po’ la strada bianca che da Ponte Tiglio va a Lasiz (molto bella), messo qualche cartello, e niente di più. Ma un cicloturista come arriva a Vernasso (punto di partenza) se non ci sono ciclabili che lo portano lì? E una volta a Loch/Linder gira la bici e torna indietro?

Stazione di StupizzaPoco più avanti mi sono imbattuto nella vecchia stazione di Stupizza, quella della linea ferroviaria Cividale-Caporetto, in esercizio dal 1916 al 1932, e ho cominciato a prestare attenzione al vecchio percorso. Questo sì che sarebbe un progetto interessante: recuperarla come pista ciclabile che unisca la pianura friulana alla valle dell’Isonzo e alla vasta rete di ciclabili in continua crescita nella vicina Slovenia.

Stazione di StupizzaE qui la fantasia ha cominciato a galoppare. Mi immagino la ciclabile Udine-Cividale finalmente sistemata a dovere, poi un’altra che da Cividale raggiunge Caporetto, quindi, costeggiando l’Isonzo risalire fino a Bovec/Plezzo, seguire la Coritenza fino a Log pod Mangrtom/Bretto e qui la magia: attraversare il Predil non sopra, ma sotto, caricando la bici sul trenino e percorrendo la galleria di Bretto fino a sbucare a Cave del Predil/Raibl dove sarebbe fantastico percorrere qualche galleria in sella. Infine raggiungere Tarvisio dove la ciclovia Alpe–Adria consentirebbe di tornare verso il Friuli o di proseguire verso il Danubio o verso la Sava. Troppo bello perché possa prima o poi diventare realtà.

Progetto Inter BikeSloTourism

E mi immagino già le obiezioni dei politici sui possibili costi. Però i 12 milioni di euro bruciati in quello scempio che è la nuova zona artigianale alle porte di Cividale li hanno trovati, così pure quelli per quella schifezza della viabilità nel pressi della vecchia stazione ferroviaria. In ogni caso si tratterebbe di investimenti sul medio/lungo periodo e che quindi richiedono pianificazione, lungimiranza, idee, tutte qualità di cui i nostri amministratori sono privi, tanto da lasciarsi scappare anche i quasi 7 milioni di euro  di finanziamenti europei sui progetti transfrontalieri Italia/Slovenia che invece sono stati erogati al Delta del Po, zona che notoriamente confina con la Slovenia. Non mi resta quindi che sognare evidenziando linee sulle cartine e piangendo davanti ai cartelli “Ciclovia del Natisone”.
Vedi Mappa su google

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