680$ per una bottiglia di Calvari Miani

La storia di Enzo Pontoni è tutt’altro che banale, e non bastano le quotazioni dei vini per raccontarla, nè mi posso permettere di farla io qui oggi.Enzo
Enzo mi è stato presentato qualche anno fa da Roberto, un amico comune. E ricordo quella sera come una delle sere più belle, finita ovviamente davanti ad alcune sue bottiglie.
Enzo è uno che ha un rapporto viscerale con le sue piante, è uno che con le piante ci parla, quando serve. Anche quando piove.
Ad un attento osservatore non sufugge che anche quando le altre vigne sono a riposo, sul Calvari, c’è la traccia del passaggio di Enzo.

E poi c’è la cantina, botti sempre nuove, del migliore legno francese. E con la tostatura che sà lui.
Mi raccontava Roberto che un anno, è capitato, che il vino non fosse come diceva lui (per capirci un vino che noi esseri umani valuteremmo comunque sublime) e quell’anno, piuttosto che venderlo, l’ha regalato.

E allora non stupisce di leggersi articoli come questo (del Messaggero Veneto)

Tre magnum di di Miani Calvari Refosco con base di offerta a 2.200 euro. Oppure sei bottiglie di Merlot, sempre magnum, e sempre Miani (titolare Enzo Pontoni, nella foto), offerte a un prezzo iniziale di 3 mila euro. Ma anche 24 bottiglie Miani miste tra Merlot e Calvari Refosco a una cifra complessiva di 11mila euro. Insomma per capire che il vino della piccola azienda di Buttrio ha una quotazione e un’oscillazione di prezzo al pari dell’andamento dei metalli più preziosi basta fare un rapiso giro sui siti specializzati di vendite on-line, come appunto E-Bay. Offerte che si trovano fianco a fianco, sulla stessa vetrinetta elettronica, assieme alle bottiglie di Sassicaia, l’Ornellaia Bolgheri e i vari Brunello di Montalcino. Tutti prodotti ovviamente con più di uno zero. Il tutto in un gioco al rialzo capace di far schizzare le cifre verso dei veri e propri record, con una corsa che a volte sfugge di mano trascinando i compratori in spese decisamente insusuali. I vini dell’etichetta Miani di Buttrio sono noti da anni ai grandi estimatori dei prodotti dei colli friulani. Ma da questi giorni la piccola ma prestigiosa azienda che fa capo a Enzo Pontoni è anche tra le aziende vitivinicole più ricercate on-line. Il sito britannico “Wine-Searcher”, una vera e propria bibbia per i compratori e gli amanti del vino di tutto il mondo, la cui rete è collegata a ben 43 mila negozi nei vari continenti, ha inserito proprio il nome di questa piccola realtà di casa nostra tra i dieci vini più buoni, ma soprattutto più quotati d’Italia, per le annate top. E così si scopre, che secondo il sito internet inglese, il Miani Calvari Refosco può raggiungere una quotazione massima, in valuta estera, di 684 dollari. Sempre ovviamente soltanto per determinate annate. Cifre comunque quasi normali e abbordabili dai grandi ristoranti, ma anche da un privato appassionato, rispetto anche soltanto ai mille dollari a bottiglia dell’Ornellaia Bolgheri della Toscana, o al Barolo Giacosa (900 euro). Ma essere il più piccolo tra i grandissimi super quotati ha comunque fatto conquistare all’azienda Miani anche uno spazio di tutto rilievo ieri sulla pagina principale del sito on line del Corriere.it. Una ribalta meritata ancora di più, secondo la stampa internazionale, anche perchè la storia dell’azienda Miani è in fondo quella di una realtà decisamente artigianale e profondamente contadina, nel senso nobile del termine, con nulla lasciato al caso, ma senza la forza dei grandissimi numeri di produzione. Da questa piccola azienda di Buttrio escono ogni anno meno di 10 mila bottiglie. Ma ovviamente all’azienda Miani si punta sulla qualità e non sulla quantità. Tanto da riuscire a raggiungere livelli altissimi anche e soprattutto col Refosco (appunto quello della super quotazione) e con i Merlot, (oltre che col Friulano, il Sauvignon, la Ribolla e lo Chardonnay) in barba a una cultura italiana del vino che vorrebbe il Friuli come terra d’eccellenza soltanto dei bianchi. Eppure malgrado in questi giorni sia una tra le aziende vitivinicole più cercate on-line, la Miani di Buttrio non ha un sito internet. A ben cercare, cliccando Miani, si trovano soltanto decine di recensioni a più stelle e una pagina su Facebook. Ma il titolare preferisce passare la giornata tra i filari, a curare una alla volta, tutte le sue piante piuttosto che stare in ufficio di fronte al computer. E così è stato anche ieri, nonostante la “caccia” on-line

oppure questo su winenews.it

Questo è un lavoro di ogni giorno, e che viene da una tradizione, e che allo stato delle cose sembra nessuno possa fermare. Buon Lavoro Enzo.

 

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