Una cooperativa per l’energia sostenibile, anche a casa.

Mi ha scritto un amico, Gianluca Ruggeri, di questa novità: una cooperativa per acquistare e utilizzare energia sostenibile. Una maniera diversa di essere consumatori , più attenta e corretta nei confronti nell’ambiente. Non è mio costume fare pubblicità su questo blog ma per stavolta farò un eccezione.

Ci sono voluti due anni e quattro gruppi per creare questo progetto: EnergoClub, Avanzi, Retenergie, ForGreen che hanno dato vita a “E’ nostra”. Lo scopo è  cambiare il modo in cui produciamo e consumiamo energia, abbandonando le fossili e cercando di guardare alle rinnovabili, partendo dal basso, coinvolgendo il cittadino.energia-elettrica

Ci sono già esempi collaudati di “cooperative” dell’energia, in Germania Greenpeace Energy con 110mila soci, in Belgio Ecopower con 47mila soci, in Spagna Som Energia con 20mila soci, in Francia Enercoop con 18mila soci, in Gran Bretagna Energy4All con 1350 soci ed infine in Danimarca Middelgrunden Wind Turbine Cooperative con 40,500 soci.

Funziona così: su proposta del comitato tecnico-scientifico, la Cooperativa decide da dove comprare energia sostenibile per venderla ai propri soci consumatori che così sono sicuri di avere fatto la propria parte nel diminuire il consumo di energia fossile. Più soci ci sono, meno petrolio e carbone si useranno.

In Germania, Greenpeace Energy non solo vende e distribuisce energia verde ma costruisce ed implementa i propri impianti energetici: turbine a vento, installazioni di pannelli fotovoltaici in modo rispettoso dell’ambiente e non per massimizzare i profitti. Ed essendo numerosi i propri soci, hanno anche voce in capitolo sulle discussioni energetiche, hanno fondi per testare nuove idee e progetti di ricerca

Perché una nuova azienda fornitrice di elettricità? Non ce ne sono già a sufficienza?

Le grandi aziende energetiche hanno la grande responsabilità di fornirci di elettricità, petrolio, gas. Spesso hanno interpretato questa responsabilità come la libertà di potersi comportare con grande disinvoltura, promuovendo la realizzazione di impianti con grandi impatti ambientali. O addirittura come un via libera a pratiche scorrette, a scarsa considerazione nei confronti dei lavoratori e dei cittadini o addirittura a iniziative illegali.

È facile trovare informazioni sulle vicende delle centrali di Vado Ligure, La Spezia, Civitavecchia. Sulla battaglia vinta a Porto Tolle. Sui progetti di ENEL in Patagonia. E sugli impianti nucleari di ENEL in Slovacchia.

Sui casi di corruzione che hanno coinvolto ENI in paesi come il Kazakistan, la Nigeria, l’Algeria.

E queste aziende sono le stesse che continuano a telefonarci a casa per proporci di cambiare fornitore. O che pagano ragazzi che fanno lo stesso casa per casa, nei centri commerciali, nelle stazioni. Probabilmente ognuno di noi conosce ha una zia o un amico che ha cambiato il proprio contratto, pensando di poter risparmiare, e ritiene invece a posteriori di aver subito un danno.

Pratiche commerciali disinvolte ma diffuse per cui ENI, ENEL, A2A, Edison e molte altre società sono state sanzionate in passato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Tanto poi i costi delle multe e del marketing sono inevitabilmente scaricati sugli utenti finali.

Per diventare socio consumatore versando 150 euro. http://www.enostra.it/partecipa/diventa-socio-di-enostra/ 125 euro costituiranno il capitale versato, che ti verrà restituito se un giorno deciderai di lasciare la cooperativa. I rimanenti 25 euro invece costituiscono una forma di finanziamento all’avvio della cooperativa che verrà trattenuto in ogni caso per pagare le spese di gestione del rapporto con i soci.

Il sito web : http://www.enostra.it

La  pagina facebook https://www.facebook.com/enostra2014

Come diventare soci http://www.enostra.it/partecipa/diventa-socio-di-enostra/

Per diventare socio consumatore versando 150 euro. http://www.enostra.it/partecipa/diventa-socio-di-enostra/ 125 euro costituiranno il capitale versato, che ti verrà restituito se un giorno deciderai di lasciare la cooperativa. I rimanenti 25 euro invece costituiscono una forma di finanziamento all’avvio della cooperativa che verrà trattenuto in ogni caso per pagare le spese di gestione del rapporto con i soci.

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