Insiel e Gli Enti Locali, una storia d’amore da ricostruire

Ho letto ieri con un po’ di amarezza l’articolo uscito su Messaggero Veneto rispetto ad Insiel non tanto sul tema Piano Industriale ma piuttosto sulle strategie della Software House Regionale per mantenere la posizione di leadership sul mercato.img-20160922-wa0002
Se da una parte confermo che anche gli enti locali più piccoli hanno “verificato” alcune rivoluzioni nella struttura delle divisioni aziendali e “percepito”  un consistente un cambio di strategia positivo da parte della Software House regionale, dall’altra parte invece penso che vada ribadito in modo chiaro e netto il punto d’arrivo di un percorso iniziato qualche anno fa che vorrebbe rafforzare la posizione dell’ azienda come punto di riferimento per gli enti locali.
E il punto d’arrivo non può essere diverso da una società che faccia da Service rispetto agli Enti Locali, in grado di aggregare la domanda, organizzare risposte Omogenee (in termini di software, ma anche di assistenza e consulenza) a problematiche simili e che garantisca rispetto ad interoperabilità dei dati e rispetto all’integrazione di Sistemi
Informativi anche di diversi Vendor.
Sempre con lo spirito di una profiqua e maggiore collaborazione fa bene la regione a sostenere che bisogna puntare su un maggior coinvolgimento degli Enti Locali, ma per fare questo sarebbe sufficiente renderli partecipi anche mediante la costituzione di gruppi di lavoro tecnici e progetti pilota.
In tal senso coordino da qualche tempo un tavolo tecnico formato da rappresentanti di piccoli comuni che ha provato piu volte a coinvolgere i sistemi informativi regionali per automatizzare alcune semplici procedure che ancora i piccoli comuni gestiscono a mano e in tal senso non è mai arrivato un vero coinvolgimento, tale da convincere taluni di noi che la soluzione vada cercata altrove.
Questo lo dico -con rammarico- da Assessore di  un Comune che sceglie nel catalogo Insiel il 90% dei software che utilizza e che non può essere quindi tacciato di antipatia nei confronti della software House regionale ma evidentemente se qualche amministrazione sceglie di rivolgersi altrove spesso non è per un vezzo o per sovrabbondanza di risorse .
A questo punto, piuttosto di tagliare i viveri, c’è da ricostruire una storia d’amore – quella tra gli EELL e la Software House regionale – e se son rose.. fioriranno.

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