tra la Banda Larga e il Canone

Ammetto che non ho subito compreso la portata di “NoiMV” ma devo ammettere che questa ricetta sta riavvicinando i lettori al giornale, il giornale al territorio.

In questi giorni sulle pagine del giornale cartaceo Messaggero Veneto e di quello “online” un inchiesta sulla banda larga in regione che potete leggere a partire da qui (link) che disegna una situazione a macchia di leopardo rispetto ad un tema, quello delle tecnologie digitali che invece è l’unico strumento per tenere insieme e rendere attrattivi i territori decentrati e/o tagliati fuori dalle linee di comunicazione tradizionali. Per chiarire il concetto, nessuno si aspetta che un domani a Ligosullo ci sia il castello dell’ Autostrada o il treno ad alta velocità e tutte quelle forme di economia che possono essere sviluppate solo in presenza di questi due fattori a Ligosullo non si potranno mai fare, a Ligosullo invece ci si può aspettare che un domani ci sia una fibra ottica (magari c’è già) a 100 mbit che renda poossibile fare a Ligosullo le stesse cose che si fanno dal centro di Trieste. Mi perdoneranno gli Amici di Ligosullo se ho preso il loro comune ad esempio ma qui a Moruzzo, non andava molto meglio fino a poco tempo fa.

Quando penso a queste cose, penso che è proprio su questi temi ci vorrebbe più politica (e non di meno): Manca ad esempio un censimento dettagliato delle aree coperte e scoperte ( il MISE ha tentato di farlo con una procedura partecipata) ma sarebbe necessario incrociare -e verificare- i dati di tuti gli operatori anche quelli locali, la definizione delle forniture in “banda larga” rispetto alle diverse tecnologie ( il wi-max è banda larga? il 3g è banda larga?), la definizione dei contratti di servizio ( è banda larga un contratto con uptime <98% o con BMG < 128kb ?) .

Poi è vero, mancano ( o sono mancati in passato ) anche gli investimenti ma in periodo di difficoltà economiche gli investimenti vanno ragionati per bene e bisogna agire su più piani, compreso quello dei regolamenti.

Nel 2007 ( oddio sono già passati 10 Anni?) avevamo ragionato con l’ Associaizione ADD ( Anti Digital Divide) sul tema canone (link ) ponendoci la domanda se era giusto che il canone della linea telefonica fosse per tutti uguale o se forse il canone, dovendo remunerare l’investimento e mantenimento della linea, dovesse invece essere commisurato ai servizi disponibili su quella linea. Ad esempio, se sulla mia linea ho la possibilità di attivare l’ ADSL è giusto che paghi un po di più rispetto alle zone laddove il gestore non fa investimenti e non ho la possibilità di attivarla. Fu lettetera morta.

Se l’indagine del Messaggero Veneto andrà avanti, come spero, ci tornerò ben volentieri sul tema.

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