il Nuovo Digital Divide della banda Ultralarga

Ne parla oggi Rossella Lehnus su AgendaDigitale.eu.

Non v’è più dubbio che la competizione globale si giochi sulle reti di telecomunicazioni e raccontarlo in questo giornale apparirebbe didascalico. Altrettanto lapalissiano è che il nostro Paese non possieda le infrastrutture adeguate per reggere questa competizione. Non sto parlando al futuro, ma uso il presente indicativo e, forse dovrei usare il passato prossimo. Lo ha detto anche Caio nel 2009 e lo ha ribadito nel suo secondo rapporto del dicembre 2013. Lo dicono i risultati della consultazione pubblica del Ministero dello sviluppo economico gestiti da Infratel Italia e, ahimè, lo dice pure l’esperienza frustrante che spesso sono costretti a sopportare i consumatori.

La mano pubblica questa volta deve intervenire e anticipare un mercato che è tecnicamente destinato ad avere grosse difficoltà e strategicamente avviato alla creazione di nuovi divari. Questo è un passaggio importante che, se affrontato correttamente, potrà ritrovare un suo autosufficiente equilibrio nei prossimi 5/7 anni.

Mappa_coperturaL’intervento pubblico vuol dire investimenti pubblici – europei e nazionali – vuol dire coordinamento e condivisione delle infrastrutture del sottosuolo (basterebbe anche solo che il decreto scavi venisse rispettato da tutti!), vuol dire regole premianti il rischio degli investimenti stessi, garantendo al contempo accesso a condizioni eque e non discriminatorie alle infrastrutture realizzate, nella ferma convinzione che ci debba essere competizione nei servizi offerti e non nella quantità di buche che si scavano nel territorio.

ed ancora :

La storia della liberalizzazione degli anni 90 ci ha insegnato che una competizione basata sulle infrastrutture non si traduce in più infrastrutture, bensì in infrastrutture ridondanti. Seguendo le logiche di mercato i vari operatori si concentrano tutti nelle stesse grandi città, disseminando antiestetici armadi nelle stesse vie più frequentate e dimenticando le aree più marginali. Il risultato sono città come Milano o Roma servite da più molti operatori in banda ultralarga e altri 7900 Comuni esclusi dalla digitalizzazione.

La marginalità per gli operatori di rete è calata drasticamente sia nel fisso, sia nel mobile, alimentata da una politica di pricing talmente aggressiva da diventare paradossalmente nociva per i consumatori, più focalizzati sulle tariffe che sulla qualità offerta.

Moruzzo: il click-day per l’inaugurazione del Wi-Fi Libero

Sarà sabato 9 novembre il click day ufficiale per Moruzzo, che accede così alla rete wi-fi gratuita, con l’inaugurazione del primo hot spot internet non a pagamento nel Comune. Per quanti sosteranno per ammirare il panorama, magari sorseggiando un caffè, o semplicemente passeranno sulla piazza del Tiglio, infatti, sarà possibile collegarsi a Internet agganciando il proprio tablet o telefonino alla rete gratuita senza fili…

Oggi su Messaggero Veneto (link)
2013-11-08 00_10_45-Piazza del Tiglio apre la rete wi-fi gratuita - Messaggero Veneto dal 2003.it »E Giornale del Friuli (link)
2013-11-08 00_12_53-sabato 9 novembre inaugurazione del primo Hot-Spot Internet Gratuito a Moruzzo -

Subito una Cabina di regia anche per l’Agenda Digitale del Friuli Venezia Giulia

Nei giorni scorsi abbiamo appreso della nomina della Presidente Debora Serracchiani all’interno della Cabina di regia per l’attuazione dell’ Agenda Digitale Italiana. Si tratta di un occasione molto importante per coordinare la realizzazione dei principali obiettivi che l’Agenda Digitale italiana si è data tra cui le infrastrutture, l’opendata, l’innovazione digitale e I progetti di ambito Smart Cities&Communities. Una Cabina di regia che si occupi di mettere in rete le esperienze, le competenze ed i progetti già realizzati nelle diverse regioni italiane dagli Enti e dal mondo dell’Università e Ricerca, ma che sopratutto si occupi di individuare degli indirizzi strategici e condivisi che debbano essere perseguiti da tutti I soggetti interessati ad avere un ruolo attivo su questo tema, al fine di consentire un vero salto di qualità del sistema-Paese.
E’ necessario però che quest’azione di coordinamento sia introdotta e realizzata anche a livello di Territorio, in una regione come quella del Friuli Venezia Giulia dove l’Agenda Digitale si è iniziata a realizzare già nel 2005 con il programma Ermes quando ancora di Agenda Digitale non si parlava. Una Cabina di regia per l’Agenda Digitale FVG è necessaria anche per coordinare la crescita delle infrastutture digitali sul territorio (ci sono almeno una trentina di comuni in regione che vantano una insfrastuttura in fibra ottica di propietà, e sono in crescita) e i progetti di OpenData e di città intelligenti ( Smart City) che stanno prendendo forma e sostanza in diverse realtà della regione: se si riuscisse a mettere tutti questi progetti a fattor comune e indirizzati verso comuni obiettivi, l’ Agenda Digitale FVG sarebbe di fatto, già pronta.