Diversificazione, Agricoltura e Agriturismi

La Regione FVG finanzia le operazioni che prevedono investimenti nell’ambito della “agricoltura sociale”, delle fattorie didattiche, dell’agriturismo in senso classico; in pratica, tutte le forme di diversificazione dell’agricoltura verso attività collegate e complementari (multifunzionalità), in modo da permettere all’impresa agricola un miglioramento della competitività, il consolidamento della struttura aziendale, l’integrazione del reddito, la sua permanenza sul territorio e il coinvolgimento dei componenti della famiglia rurale come soggetti imprenditoriali.

(link al sito della Regione FVG)

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Italia 2016 : + 20% sulle vendite +8% di occupazione

So già che alcuni di voi dopo aver letto questo titolo si chiederanno se mi sono bevuto il cervello, o se ho messo un più al posto del meno . Invece no, tutto vero, sono i numeri del Biologico in Italia, uno dei pochi settori che continua a tirare e una delle possibili chiavi per l’agricoltura del domani nei paesi industrializzati laddove la scarsità delle superfici e l’alto costo della manodopera rendono inpensabile la guerra sul prezzo, doverosa invece quella sulla qualità.185110001-13323d64-f026-4fc2-8d80-9e693ac2b8db

 

Gli occupati crescono dell’8,2%, le superfici utilizzate segnano +7,5%, le vendite aumentano del 20%. Non è la Cina degli anni d’oro, è l’Italia del biologico. I dati sul 2015 raccolti dal ministero per le Politiche agricole – e anticipati da Repubblica – fotografano qualcosa di più di un anno fortunato: è la conferma di un trend di lungo periodo che sta facendo del biologico e del biodinamico uno dei punti di forza del made in Italy di successo.

Nel 2015 gli operatori del settore sono diventati 60 mila, nel 2014 erano 55.400. La superficie coltivata in modo bio, o in conversione, è arrivata al record di 1,5 milioni di ettari, il 12% della Sau (superficie agricola utilizzata), con una crescita di quasi un punto in percentuale rispetto all’anno precedente. Vuol dire che nel 2015 sono stati riconvertiti 104.000 ettari: un vantaggio in termini produttivi, visto l’andamento del comparto, e anche dal punto di vista naturalistico, perché il passaggio al biologico rafforza la biodiversità e alleggerisce l’impatto della chimica sul territorio.

Ma non si parla solo di prodotti vegetali. Una quota significativa dei terreni in riconversione è dedicata al pascolo perché cresce in modo significativo anche la quota di allevamento che segue le regole del biologico o del biodinamico. La maggiore richiesta di prodotti bio derivati dal latte ha fatto crescere del 19,6% il numero di bovini, del 18,2% il pollame, dell’8,8% i caprini.

Questo orientamento così netto nasce da una considerazione di mercato. La domanda sta cambiando e per rendersene conto basta confrontare i numeri. Il totale della spesa alimentare oscilla tra la stasi e la flessione (nel 2015 ha segnato un +0,3%, nel primo semestre del 2016 un -1,2%). Mentre secondo i dati Ismea-Nielsel le vendite del bio nel 2015 hanno viaggiato a una velocità maggiore del 20% rispetto al 2014 e il primo semestre del 2016 ha rafforzato il dato con un +20,6%.

Tra l’altro mentre in passato si erano registrati picchi di consumo del biologico in occasione di scandali alimentari, oggi siamo in presenza di uno spostamento continuo delle scelte dei consumatori. Tanto che il biologico si sta facendo spazio anche nel circuito dei supermercati. Per ora i prodotti biologici confezionati che passano attraverso la grande distribuzione sono limitati al 3% del totale agroalimentare. Ma il confronto tra il primo semestre 2015 e il primo trimestre 2016 evidenzia un incremento dello 0,5% dei consumi del biologico, determinato anche da un aumento della presenza sugli scaffali.

“E’ arrivato il momento di rafforzare la crescita con tre mosse: più controlli per tutelare gli agricoltori e i consumatori; più fondi alla ricerca; sostegno alla formazione perché abbiamo bisogno di operatori competenti”, commenta Vincenzo Vizioli, presidente di Aiab, l’associazione del biologico.

“Il 2015 dimostra che le nostre scelte stanno pagando: ora investiremo assieme alle Regioni 1,5 miliardi di euro per offrire al biologico le risorse di cui ha bisogno per continuare a crescere”, assicura il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. “E attraverso il nostro Ispettorato repressione frodi stiamo già incrementando i controlli contro il finto biologico. Non abbasseremo la guardia”.

“Il biodinamico aveva anticipato questa crescita assicurando all’Italia il ruolo di primo esportatore mondiale nel comparto”, aggiunge Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica. “Ora si tratta di studiare le sinergie con altri settori, come il turismo e i beni culturali, per valorizzare i territori che puntano sull’alta qualità dell’agricoltura”.

 

Tratto da Repubblica.it di ANTONIO CIANCIULLO

incentivo di 70mila euro per i giovani in agricoltura

quando si leggono buone notizie come queste è doveroso parlarne, sopratutto perchè in questi momenti sono in tanti i giovani che pensano di tornare ai mestieri legati al settore primario, e quindi poerchè non incentivare l’avvio di queste nuove imprese

Approvato il regolamento attuativo delle agevolazioni per l’insediamento di giovani in agricoltura. Un premio di 70mila euro per l’insediamento e possibilità di accedere ad un mutuo. L’obiettivo della misura, gestita da Ismea, è favorire il ricambio generazionale in agricoltura mediante l’inserimento di giovani nella conduzione di imprese agricole competitive.

Soggetti beneficiari
Sono beneficiari delle agevolazioni i giovani agricoltori, anche organizzati in forma societaria, che intendono insediarsi per la prima volta in una impresa agricola in qualità di capo azienda e che presentino un piano aziendale per lo sviluppo dell’attività agricola articolato su un periodo di almeno 5 anni che dimostri la sostenibilità economica e finanziaria dell’operazione. Sono esclusi dalle agevolazioni i giovani che si insediano in aziende create dal frazionamento di aziende esistenti.

Requisiti 
età compresa tra i 18 ed i 39 anni al momento di spedizione della domanda del beneficiario. In caso di società di persone o di capitali il requisito dell’età deve essere dimostrato per la maggioranza assoluta e numerica. L’esercizio dell’attività agricola nel territorio nazionale. L’insediamento deve avvenire successivamente alla presentazione della domanda di ammissione all’agevolazione che decorre dalla data di assunzione della gestione dell’azienda.

Per l’insediamento deve avvenire in azienda che rispetti almeno il numero di UDE – ULU minimo previsto dal PSR 2014 – 2020. Il beneficiario si impegna a condurre l’azienda per un periodo minimo di cinque anni a decorrere dall’insediamento, salvo cause di forza maggiore.

Condizioni
1) Presentazione di un piano aziendale che dimostri la sostenibilità economica e finanziaria dell’operazione di leasing in relazione allo sviluppo dell’attività agricola articolato su un periodo di almeno 5 anni.
Il piano aziendale può prevedere, laddove necessario, investimenti diretti all’ammodernamento aziendale, eventualmente finanziati da altre fonti pubbliche nazionali o comunitarie.

2) Possedere adeguate capacità e competenze professionali attestate da titolo di studio o da esperienza lavorativa di almeno 2 anni in qualità di coadiuvante ovvero di lavoratore agricolo documentata dall’iscrizione al relativo regime previdenziale oppure attestato di frequenza con profitto a idonei corsi di formazione nazionali o regionali.

E’ concesso al giovane un periodo di adattamento non superiore a 36 mesi a decorrere dalla data in cui è stata assunta la decisione individuale di concessione dell’aiuto per soddisfare i requisiti relativi alla capacità e competenza professionale, purché tale esigenza sia indicata nel piano aziendale.

Agevolazioni
Il premio di insediamento è concesso nel quadro di un’operazione di leasing finanziario concesso da Ismea, finalizzata all’acquisizione dell’azienda agricola ed è erogato in due tranches nell’arco di un periodo massimo di cinque anni. Il leasing dovrà essere rimborsato in rate semestrale posticipate.

Il premio di insediamento è concesso in conto interessi, ad abbattimento delle rate, da restituire secondo un piano di ammortamento, di durata variabile, a scelta del soggetto beneficiario, tra un minimo di 15 anni e un massimo di 30 anni. L’intensità dell’aiuto è calcolata sulla base del tasso di riferimento fissato periodicamente dalla Commissione europea per le operazioni di attualizzazione, vigente al momento della
concessione del sostegno.

Criteri di valutazione della domanda.
sussistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi;
validità tecnica, economica e finanziaria dell’iniziativa proposta, con specifico riferimento a: attendibilità professionale del soggetto proponente; affidabilità del piano finanziario; redditività e livello tecnologico del progetto; potenzialità del mercato di riferimento.

Esclusioni

Soggetti che hanno già ottenuto un premio di primo insediamento
Soggetti che si insediano in società nelle quali in precedenza si era già insediato un altro giovane beneficiario
Soggetti che hanno già acquisito la qualifica di contitolare di una impresa o di una società Agricola.
Operazioni tra coniugi e figli
Tra coniugi
Tra affini entro il 1° grado (suocera/o – genero/nuora)
Tra società quando uno dei soci amministratori della società venditrice sia socio/amministratore della società acquirente
Soggetti richiedenti che svolgono attività agromeccanica