Ma per cosa si vota (davvero) a novembre?

Riporto qui di seguito questo articolo del Corriere della Sera a mio avviso molto intelligente per due motivi :

1-  L’autore Roger Abravanel affronta il tema da un altro punto di vista , macro-economico e geopolitico, proponendo una visione che va presa in considerazione. Si percepisce una certa predisposizione al Si ma questo non rende faziosa la sua analisi

2- Cerca di dipanare tutti i diversi motivi per cui i partiti politici e gli opinion leader cercano di orientare i loro affezzionati a votare per il si o per il no, ma che nulla hanno a che fare con il merito del referendum

mi sono divertito con i colori, per rendere la lettura più agevole.

 

Riforma costituzionale, un sì che va spiegato meglio

Purtroppo esiste il rischio che gli elettori votino contro i loro interessi, come hanno fatto i britannici con la «Brexit», perché stiamo assistendo anche da noi alla contrapposizione tra chi è dentro il «sistema» e chi è fuori.Militanti del comitato del sì consegnano le firma in Cassazione (Ansa)

Militanti del comitato del sì consegnano le firma in Cassazione (Ansa)

 Si è inasprita la campagna per il No al referendum costituzionale di molti politici dell’opposizione e costituzionalisti che denunciano il rischio di una «deriva autoritaria» di Matteo Renzi. Dopo l’Italicum ,che consente una maggioranza parlamentare con il 20 percento dei voti, si propone di eliminare il bicameralismo «perfetto» che, secondo loro, è oggi una garanzia per avere i giusti «pesi e contrappesi». Il premier viene poi accusato di «ricattare» il paese , perché minaccia di fare cadere il governo , qualora il referendum non fosse approvato.

Il governo e i suoi più diretti sostenitori hanno risposto evidenziando i meriti «pratici» della riforma come quello di accorciare l’iter delle leggi e ridurre il costo della politica. Ma non sono le vere ragioni per il Sì.Chi scrive non è un politologo nè un costituzionalista , ma un osservatore delle economie e democrazie mondiali che ritiene che siamo entrati in un’era in cui la politica conta più della economia ; ne è prova il fatto che ,nonostante che le banche centrali abbiano da tempo azzerato i tassi di interesse , gli investimenti privati non ripartono, dimostrando una crisi politica di fiducia nelle istituzioni. Per questo, il vero valore del referendum è l’opportunità di riformare la democrazia rappresentativa, risultato di una serie di mezze riforme abortite che hanno portato a parlamenti con pochissima credibilità .L’Italicum permette a chi vince le elezioni di governare senza «inciuci» ed essere responsabile verso gli elettori.

L’eliminazione del bicameralismo paritario «perfetto» ( il termine esiste solo da noi ) prevista dalla riforma non rende solo la macchina legislativa più efficace ,ma soprattutto evita il rischio di cui l’accusano i suoi detrattori, ovvero l’ulteriore indebolimento della democrazia parlamentare. Una sola camera con una maggioranza parlamentare «forte» (grazie all’Italicum) rappresenta un «contrappeso» molto più forte di due camere con maggioranze ottenute con «inciuci» e 20 assemblee regionali.È’ vero che sarebbe composta da parlamentari dello stesso partito del premier ma nel Regno Unito dove c’è una sola vera camera perché i lord contano pochissimo, la maggioranza conservatrice ha sostituito i conservatori Thatcher e Cameron.

C’è dell’altro.La proposta di modifica dell’articolo V che toglie alle regioni responsabilità come il lavoro e l’ambiente riconosce che il federalismo da noi non ha senso, non siamo né gli Stati Uniti né la Svizzera dove lo stato federale e’ nato dopo gli stati e i cantoni, dei quali il senato rappresenta gli interessi. Da noi,la tradizione storica e amministrativa hanno sempre avuto come campioni i comuni ,non le regioni. Noi siamo più simili alla Francia e al Regno Unito , dove lo stato è molto più accentrato e quindi il senato e la camera dei lord contano poco o niente.La vera critica alla riforma è che lascia ancora troppo ruolo alle regioni in aree essenziali per i cittadini come la sanità dove molte di loro hanno clamorosamente fallito .

La riforma,nonostante le sue imperfezioni, potrebbe veramente essere la «madre di tutte le riforme», dato che tenta di fare funzionare per la prima volta dopo anni la democrazia parlamentare. Riformarla è l’unico modo per salvarla, permettendo alla politica di affrontare finalmente quelle riforme impopolari che i leader politici hanno sempre evitato (lotta all’ evasione fiscale, meritocrazia nella Pubblica amministrazione, riforma della sanità).L’alternativa sarebbe la continuazione della stagnazione economica e dell’ ineguaglianza che porterebbero a una vera «deriva autoritaria» nazionalista e anti-Europa o alla utopia di una democrazia diretta che Brexit ha dimostrato non funzionare . E chi conosce l’economia sa benissimo che Mps non si salva con meccanismi di mercato chiedendo ai cittadini via internet come farlo.

Fa quindi benissimo il premier a dire che si dimetterà se la riforma non viene votata, esattamente come ha fatto Cameron dopo Brexit. Purtroppo esiste oggi anche da noi il rischio che gli elettori votino contro i loro interessi come hanno fatto gli inglesi perché stiamo assistendo anche da noi alla contrapposizione tra chi è dentro il «sistema» e chi è fuori. E Matteo Renzi è percepito come parte del «sistema» anche se non ha nessuna colpa dei disastri combinati dalle classi dirigenti passate. Così nasce il paradosso. Renzi vuole rafforzare la democrazia restituendo legittimazione al Parlamento e non indebolirla , ma molti elettori pensano invece che punti nella direzione opposta.

Si tratta di un paradosso essenzialmente comunicazionale. Oggi anche chi intende votare Sì ,lo fa in gran parte per paura della crisi economica conseguente a una possibile crisi di governo. Raramente comprende il dibattito tra i costituzionalisti del Sì e quelli del No .Non capisce i vantaggi di eliminare il «ping pong elettorale» . La «riduzione dei costi della politica» non entusiasma,perché gli stipendi di un centinaio di senatori contano poco sul deficit complessivo del bilancio; si rischia di relegare così la «madre di tutte le riforme» a un paragrafo della Spending review.Qualche giorno fa ho spiegato su questo quotidiano come la eccessiva semplificazione della comunicazione su una giustissima riforma come gli 80 euro la abbia ridotta a una «mancia» agli occhi di molti cittadini.Il rischio che questo si ripeta anche nel caso della riforma costituzionale è altissimo. Senza una decisa svolta comunicazionale ,la «Renxit» è oggi una quasi certezza.

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Volontari civici ambientali contro i furbetti dei rifiuti

A Manzano l’assessore all’Ambiente Beltramini lancia l’idea dei “volontari civici” per reponsabilizzare i cittadini ad una corretta raccolta dei rifiuti .

Dato che l’idea mi pare buona ed interessante, che ne dite se non copiamo e facciamo uguale anche a Moruzzo?

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un progetto di riconversione per l’area ex Fornace

Riporto qui l’articolo apparso oggi su Messaggero Veneto circa la zona dell’ex fornace e l’incontro avuto con l’Assessore regionale all’ambiente circa la situazione e alcune idee che abbiamo in testa per tentare di dare una svolta alla situazione, stazionaria da troppi anni.
«L’area dell’ex fornace è abbandonata»
Moruzzo: l’assessore alle Infrastrutture segnala alla Regione il degrado in cui versa la zona industriale

Lo stato di abbandono dell’area industriale a nord di Moruzzo, in particolare quella della ex fornace, preoccupa il Comune. Per questo motivo, l’assessore alle Infrastrutture Enrico Di Stefano ha voluto portare all’attenzione della Regione il problema: la zona, da sempre sotto osservazione degli amministratori, dell’Arpa e dell’Azienda sanitaria anche in ottica di prevenzione e controllo, vista la presenza nell’area di pannelli in copertura di eternit è oggi in condizioni di degrado e necessita di interventi.
«L’assessore regionale all’ambiente, Sara Vito, ci ha garantito pieno supporto ricordando anche l’impegno della Regione sul tema delle bonifiche ambientali – spiega Di Stefano –. Dopo aver esaminato le problematiche dal punto di vista ambientale, la nostra intenzione è quella di valo- rizzare l’area tramite opere di recupero e riconversione».2015-11-08 16_45_48-nz_all-9938109d30d9bfea91ba6d3f71fe201f-13.pdf (SECURED) - Adobe Acrobat Pro
La zona industriale a cui si fa riferimento comprende una falegnameria, perfettamente attiva, e  un’altra fabbrica, l’ex fornace appunto, che è ormai ferma da decenni. Inizialmente uti lizzata come deposito, è poi stata acquistata da nuovi proprie- tari, che però non l’hanno sfruttata a dovere.
Lo spazio in cui si trovano i capannoni abbandonati, secondo Di Stefano, è situato in una posizione favorevole, non mo to distante da abitazioni e dal polo
sportivo del tennis, ragione in più per puntare al suo tota- le recupero. «Negli anni c’è stato un progressivo degradamento che non ha ancora trovato soluzione – aggiunge l’assessore –  Vogliamo, come amministrazione comunale, un incontro con tutte le parti, compresi i privati proprietari, per capire quali sono le loro intenzioni e il percorso portare avanti». I punti di domanda su questa realtà sono ancora molti, ma il Comune di Moruzzo  non  intende restare a guardare.

Anche RSN NEWS ne ha parlato [Link]

Un Aeroporto da rilanciare, al di là del nome

Ho letto alcuni fa delle intenzioni (http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/) del nuovo Direttore Generale dell’ Aeroporto del Friuli Venezia Giulia, Marco Consalvo, di prendere in mano il tema a partire dal nome e dall’intitolazione dello stesso.

Nello specifico le valutazioni di cui parla Maurizio Cescon nel suo articolo sono anche condivisibili, ma io credo che sia un errore partire dal nome. Che obiettivi ci poniamo con questo aeroporto? Quali obiettivi legati al turismo, quali quelli legati al mondo delle imprese e quali infine legati ai servizi da dare ai cittadini della regione (troppo spesso obbligati a partire da Venezia o Treviso) ?

Un ruolo fondamentale è quello dato dai collegamenti. La bretella ferroviaria, quando sarà fatta sarà un bell’ incentivo, ma non basta serve anche una rete di trasporti su gomma efficienti e una offerta alberghiera a servizio dell’ Aeroporto è oggi fondamentale.

Rispetto all’attrattività infine, ci sono diverse soluzioni, alcune idee possono essere copiate anche da quel che è stato fatto a Treviso, dove un Aeroporto è stato creato dal nulla in pochi anni, e vicino alle case, laddove in precedenza vi era un pistino privato di Benetton e 4 amici al bar, lavorando su marketing e Incentive con investimenti che poi sono rientrati sul territorio decuplicati come effetti economici.

il nome, si anche quello, ma per ultimo. Una regione di 1 milione e 200 mila abitanti non può puntare su nomi settari o rappresentare porzioni infinitesime di terrritorio, deve rappresentare l’intera regione. Aeroporto del FVG è l’unico nome che abbia senso in questo momento storico. Poi sull’intitolazione, francamente va benissimo quella di Pietro Savorgnan di Brazzà, se dobbiamo puntare all’internazionalizzazione chi può rappresentare meglio questa idea se non un esploratore che il cui nome si riferisce contemporaneamente ad uno dei più bei castelli del Friuli e a una capitale mondiale che fa gli stessi abitanti che l’intera nostra regione?

Aeroporto del FVG – Pietro Savorgnan di Brazzà

Moruzzo aderisce al PAtto dei Sindaci per lo Sviluppo Sostenibile

tratto da Messaggero Veneto del 29/10

Tutti d’accordo sul progetto energetico Un progetto che ha messo d’accordo tutti. Nell’ultimo consiglio comunale di Moruzzo è stata infatti approvata all’unanimità l’adesione al Patto dei sindaci per la predisposizione del Piano di azione per l’energia sostenibile. Si tratta d’uno strumento interdisciplinare che agendo su terreni diversi (pianificazione, partecipazione e riqualificazione) individua una strategia per il raggiungimento di una migliore qualità dell’ambiente cittadino: secondo quanto stabilito nel patto, si dovrà arrivare alla riduzione dell’emissione di anidride  carbonica del20%entro il 2020, aumentando al contempo del20% l’efficienza energica e il20%quota utilizzo di fonti di energia rinnovabili, come da indicazioni dell’Ue in materia di contrasto del cambiamento climatico. La Regione, nel 2015, ha messo a disposizione un fondo per concedere ai Comuni che ne facessero richiesta un contributo per realizzare il Paes. «ComeComune abbiamo già fatto alcuni passi in questa direzione: abbiamo installato pannelli fotovoltaici sul municipio, sulla scuola primaria e sugli spogliatoi dei campi di calcio – spiega l’assessore Enrico Di Stefano, nella foto –. In più, nel corso del 2014-2015 abbiamo sostituito 70 nuovi pali a led a destinazione pubblica, con un risparmio di oltre il 50%sui costi dell’illuminazione pubblica». Questo strumento consentirà di programmare meglio l’efficienza energetica anche grazie all’aiuto dei cittadini. «Saranno organizzate serate di informazione in cui daremo consigli e indicheremo piccole accortezze per aumentare l’efficienza energetica all’interno della propria casa», conclude l’assessore. (m.t.)

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il giorno dopo ERMES

Al solito Alessandro di Giusto è un furbacchione, perchè fa le domande più difficili senza nemmeno proporti la possibilità di una “busta B”. Ma  non lo biasimo, sia chiaro, fa il suo lavoro da giornalista e vuole davvero spiegare come stanno le cose ai lettori de Il Friuli.

Quindi ….. una volta completato il programma ERMES finisce il Digital Divide?

Beh,si,beh,buh,non so,forse. In realtà la risposta è no

La risposta è “no” perchè mancano un sacco di cose da fare ( tipo digitalizzare tutte le centrali di telefonia che oggi non hanno ADSL) ma anche perchè una volta arrivati ad aver l’ADSL nel 100% delle centrali di telefonia ci saranno ancora degli utenti non collegati ( ad esempio quelli che non hanno una linea telefonica fino a casa oppure quelli che abitano oltre i 3 km dalla centrale). Certo, bisogna anche ammettere che la Regione FVG da un anno e mezzo ci sta lavorando parecchio su, e mi piace pensare che sul tema del Digitale, la governatrice Serracchiani ci creda molto.

In tutto questo internet sta cambiando velocemente, oggi si parla di Cloud Computing, Internet of Things, ecc tutte tecnologie che richiedono capacità di banda non indifferenti e per le quali del normali adsl per così come le conosciamo oggi non basteranno più e difatti nelle nelle gradi città si parla ormai con sempre più insistenza di FTTCab e VADSL2 ovvero portando la fibra fino all’armadio di quartiere (circa 300 metri dall’utente finale).

Infine c’è un gran lavoro sulle Competenze Digitali, perchè oggi usare un computer viene richiesto per tutti i mestieri, non solo quelli dell’ambito informatico.

Per chi se lo fosse perso, l’articolo di Alessandro come al solito puntuale e incisivo

http://www.ilfriuli.it/articolo/Tendenze/La_Fibra_ottica_aiuta,_ma_non_pu%C3%B2_bastare/13/136891

50 Mila euro dall’ Europa per l’efficienza Energetica

Un ulteriore Contributo, quello da 50 mila euro, è stato recentemente assegnato dalla regione al Comune di Moruzzo che già negli anni scorsi aveva iniziato un percorso virtuoso di efficientamento della rete di pubblica illuminazione Comunale con la sostituzione delle vecchie lampade della puLEDbblica illuminazione con più efficienti lampade a LED nei Borghi Colmalisio e Modotto e via in della Canonica, oltre al rifacimento dei quadri elettrici e delle linee di alimentazione più vecchie.

Il nuovo contributo, la cui richiesta era stata presentata all’interno dell’asse tematico “Eco-sostenibilità ed efficienza energetica del sistema produttivo” del POR FESR 2007 – 2013 consentirà al Comune di Moruzzo la sostituzione dei corpi illuminanti, con la sostituzione delle tradizionali lampade a mercurio o al sodio (da 125/150 Watt) con lampade a Led (da 25/38/82 Watt) in altre due vie del nostro Comune garantendo un risparmio di oltre il 75%. La scelta della tipologia delle lampade è stata fatta seguendo accorgimenti costruttivi tali da permettere una rapida manutenzione e da limitare al massimo i disagi al traffico per la sostituzione di lampade o di accessori elettrica.

La strategia dell’amministrazione comunale di intraprendere un percorso di riduzione dei consumi energetici per l’illuminazione pubblica già nella precedente tornata amministrativa, consentirà nel medio termine di ridurre i consumi di energia elettrica i cui costi erano esplosi negli ultimi anni, a causa dell’ aumento dei costi complessivi dell’energia e si integra perfettamente con gli impianti di produzione di energia elettrica dal sole realizzati sulle Scuole, sugli Spogliatoi del campo di Calcio e sull’Edificio Comunale.