Tra fedeltà e credibilità

E’ davvero di pessimo gusto il dibattito che si sta sviluppando in questi giorni all’interno del Partito Democratico circa la candidatura alla presidenza della Regione Emilia Romagna. Nei giorni scorsi i giornali si sono dati da fare ( cito per comodità solo  Gad Lerner e Stefano Menichini ) nell’elencazione dei possibili pretendenti e nella triste classifica dei più Renziani, della prima, seconda o terza ora. A me sarebbe piaciuto sentir le loro proposte o magari che cosa ne pensano i cittadini emiliano-romagnoli  sui diversi candidati. Quale il più credibile, per la gente e per il partito?

Il punto lo coglie perfettamente Jacopo Suppo quando dice <<E allora il punto non è “assistere alla prima conta interna del Pd 2.0”, ma chiedersi se esiste un futuro per un partito che quasi non esiste più perchè ha deciso di affidarsi in toto al suo leader non per convinzione, ma solo perchè si è stufato di perdere. Un luogo dove si discute poco, non si decide quasi nulla (quello lo si fa coi caminetti), si fa pochissima formazione e selezione di classe dirigente.  In queste condizioni, quando non ci sarà più Renzi o si riaffacceranno degli avversari, che ne sarà del nostro 41%? Ma soprattutto, quale sarà la nostra proposta? >>

 

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