Tasi : Moruzzo tra i virtuosi

Oggi Messaggero Veneto pubblica un interessante tabella sulla Tasi. Moruzzo, nella volonna dei virtuosi.

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Poi magari sarebbe bello avere anche le tabelle sulla TARI e sulle addizionali.  Io avevo iniziato, chi vuole proseguire?

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Le bugie hanno gambe che non ti aspetti

Dopo aver visto l’ultimo articolo della minoranza mi è venuto in mente che prima che certe sciocchezze inizino a circolare è meglio mettere un punto. E magari anche un accapo.

2014-08-03 21_25_45-L’opposizione_ «A Moruzzo tasse troppo alte» - Cronaca - Messaggero VenetoUtilizzando il sito del Messaggero Veneto ho fatto una ricerca dell’applicazione della Tasi (prima casa) in altri comuni della provincia.

udine 2.20% san daniele 1.20%
terzo di aq 1.50% moruzzo 0.60%
dignano 1.50% sedegliano 0.10%
fagagna 1.40% majano 0%

Questo ovviamente va valutato all’interno della situazione delle tasse locali e dei trasferimenti regionali che ogni comune ha. Ma è anche vero che per una volta che ci troviamo nella colonna di destra, grazie a un bilancio fatto di risparmi e revisione dei costi, forse questa è stata un occasione persa per supportare la maggioranza nel continuare l’opera di risanamento avviata.

 

 

Moruzzo & TASI – Avviso ai Naviganti

Dato che da alcuni giorni vedo crescere le ricerche sul mio blog delle parole “Tasi” e “Moruzzo” credo che più di qualcuno stia cercando un informazione tanto semplice, quanto utile.

a Moruzzo la TASI non si pagherà il 16 giugno ma probabilmente si andrà ad ottobre.
Stiamo definendo in questi giorni gli ultimi dettagli al fine di approvare il bilancio di previsione.

 

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Facciamo chiarezza su Iuc (Tasi, Imu, Tari)

La nuova Iuc che nasce come <<imposta unica comunale>> è un cosidetto tributo sui «servizi indivisibili» e si applicherà anche all’abitazione principale, che ha appena visto scomparire l’Imu, con un’aliquota di base all’1 per mille elevabile dai Comuni fino al 3,3 per mille, ma senza detrazioni fisse come avveniva con la vecchia Imu. tasi-iuc-2014-pi-alte-imu-2012-2013-prima-casaRisultato: con questo sistema molte abitazioni principali rischierebbero di pagare di Tasi molto più di quanto versato nel 2012 con l’Imu, e il tributo colpirebbe anche i cinque milioni di immobili che non hanno mai versato né Ici né Imu grazie alle detrazioni fisse che cancellavano l’imposta per le case di valore catastale modesto. Per esempio: un monolocale o un piccolo bilocale che per il Fisco vale 50mila euro non pagava l’Imu ad aliquota standard, ma pagherebbe 50 euro di Tasi “base” (1 per mille) e 165 di Tasi massima (3,3 per mille) al netto di riduzioni/detrazioni.
Sugli altri immobili (non assimilabili a prima casa) invece l’applicazione congiunta di Imu+Tasi porta l’aliquota da un minimo del 9,1 per mille all’ 11,4 per mille
Si prevede che le detrazioni per le abitazioni principali producano «effetti equivalenti» a quelli della vecchia Imu «sulla stessa tipologia di immobile» e verosimilmente le amministrazioni si orienteranno per studiare meccanismi che concentrino le detrazioni sulle case di valore più basso.
Il buco della Tasi si apre nelle case che hanno un valore catastale alto (per esempio i “villini”; categoria catastale A/7) ma non rientrano fra i 74mila immobili «di lusso» (categorie catastali A/1, A/8 e A/9) per i quali l’Imu si paga ancora. Su queste case di pregio ma non «di lusso», infatti, la Tasi sarà sicuramente molto più leggera dell’Imu, perché le detrazioni fisse della vecchia imposta avevano poco effetto sui valori catastali alti mentre il meccanismo stesso del nuovo tributo prevede aliquote di riferimento più basse. Un esempio aiuta a capire. Un villino con giardino da 500mila euro di valore catastale pagava 1.800 euro di Imu standard e fino a 2.800 euro di Imu massima (aliquota al 6 per mille e detrazione da 200 euro), in base all’aliquota decisa dal Comune; con la Tasi, il conto non potrà salire in nessun caso oltre i 1.650 euro (aliquota massima del 3,3 per mille senza detrazioni). Nell’Imu, il 10% di case di valore più alto versava più del 50% dell’imposta: ecco perché con la Tasi i conti dei Comuni non tornano, ma sopratutto quelle dei piccoli proprietari di case. Noto con dispiacere che le tasse continuano a picchiare sempre e solo là.camion rifiuti immondizia-2
Lato Imu potranno essere assimilate a prima casa quelle di anziani o disabili che acquisiscono la residenza preso o ospedali e case di cure; quelle utilizzate da parenti in linea retta entro il primo grado, quelle di proprietà di cooperative edilizie e a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e I fabbricati di di abitazioni civili destinati ad alloggi sociali.
Per i comuni le cattive notizie non finiscono qui: sugli immobili diversi dall’abitazione principale infatti la Tasi si aggiunge all’Imu, ma la legge di stabilità prevedeva un tetto massimo alla somma delle due imposte, che non avrebbero potuto superare l’aliquota complessiva del 10,6 per mille. In altre parole, nelle migliaia di Comuni in cui l’aliquota Imu aveva già raggiunto il 10,6 per mille non ci sarebbero potuti essere nuovi aumenti. L’ 0,8 per mille aggiuntivo del nuovo accordo stato-regioni sarà in deroga a tutti i limiti e quindi può far raggiungere l’aliquota complessiva dell’11,4 per mille.
I Comuni possono mettere questo 0,8 per mille sulle prime case oppure sugli altri immobili.
Per capirci, siamo passati dalla felicità per l’eliminazione dell’ICI al constatare che tra IMU e TASI la casa è diventata la gallina dalle uova d’oro per il governo nazionale.
Una complicazione ulteriore arriva con una nuova regola che cancella la possibilità per i Comuni di affidare l’accertamento e la riscossione della Tasi agli stessi soggetti che si occupano dell’Imu. Alla fine questo favorirà la creazione di società più o meno serie che si dovranno occupare della riscossione di più tributi dai medesimi soggetti, che dovrebbero scambiarsi i database e avviare procedure parallele sugli stessi contribuenti.
Capitolo Tari. Sostituirtà in tutto e per tutto la Tares, un imposta tanto complessa quanto di vita breve: un anno, da Monti a Letta senza passare dal via. L’inzio non è certamente benaugurante: sembra che la Tari dovrà essere pagata anche dalle attività che smaltiscono autonomamente i propri rifiuti speciali assimilati agli urbani. Le riduzioni potranno essere previste per: abitazioni con un solo occupante, abitazioni per uso stagionale od altro uso limitato e non continuativo; locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero; fabbricati rurali ad uso abitativo.
Adesso la palla passa ai comuni e dei regolamenti sempre più complessi e potenzialmente diversi da comune a comune (fenomeno che avevamo già visto sulla tares e destinato a ripetersi) , ma c’è da giurarci che su questa norma seguiranno interpretazioni ed aggiustamenti. Intanto l’acconto si avvicina .

Rivoluzione sui Tributi Locali. Chi la pagherà?

Tanto per cambiare anche il 2014 sarà un anno di rivoluzioni fiscali, speriamo non di rivolte fiscali. Il nocciolo della questione è ovviamente il trasferimento dell’imposizione fiscale dallo stato centrale ai comuni. In particolare le cifre in ballo per la nostra regione sono 84 Milioni ovvero le risorse che i comuni non hanno incassato per effetto della cancellazione dell’Imu prima casa e che lo Stato non trasferirà più come compensazione e con l’ applicazione della Tasi quelle che saranno le differenze in termini di gettito per gli Enti Locali rispetto al passato. Un problema ulteriore infine è che a quei 84 milioni non tutti i Comuni contribuiscono alla stessa maniera ( pensate ad esempio a quei comuni che avevano abbassato o alzato l’aliquota prima casa ) e bene ha fatto il presidente dell’ Anci regionale a sollevare il problema.

 

Trise, Tari, Tasi entrarono a Trento Trotterellando

Non voglio entrare nel merito, non mi sono ancora informato adeguatamente. Certo che chi come me ha la fortuna, di Amministrare un Ente Locale, ogni anno si ritrova cambiate le Carte In Tavola.

Avevam capito come funziona l’IMU, eravamo riusci a capire più o meno bene come lavora la TARES e come tararla per non farla risultare troppo pesante sulle spalle dei cittadini, avevamo immaginato modifiche e correzzioni. Ed in men che non si dica tutto cambia (arriva la Trise) per rimanere tutto come prima.
A pagare la fetta più importante saranno ancora le famiglie, i giovani e anche chi è rimasto senza lavoro. i grandi patrimoni, le pensioni d’oro, gli stipendi dei manager pubblici, i bombardieri F-35 da usare per il pace-skipping rimangono sempre li, immobili, intoccabili.

Tari, Tasi e Trise. Sembrano i nomi di tre personaggi delle favole, invece sono tasse. Più precisamente, sono le nuove imposte in arrivo dal prossimo anno per compensare l’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Secondo quanto annunciato dal governo, la loro introduzione è prevista dalla legge di stabilità che oggi sarà discussa dal Consiglio dei Ministri. Ma come funzioneranno le nuove tasse? Chi dovrà pagare e quanto?

Tre nomi, una tassa
Innanzitutto va precisato che si tratta di una sola tassa, la Trise, che si divide in due componenti: la Tari e la Tasi. La prima, la Tari, è un’imposta per la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento. Sostituisce dunque la vecchia Tares aggiungendo però il costo del servizio di smaltimento dei rifiuti (prima non previsto in questa tassa). La seconda componente, la Tasi, servirà a finanziare i servizi comunali, ad esempio l’illuminazione pubblica e la manutenzione delle strade.

Chi pagherà
La Trise dovrà essere pagata da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo unità immobiliari, fabbricati, locali, aree scoperte ed edificabili, a qualsiasi uso adibiti, con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune le unità stesse. La componente rifiuti (la Tari) sarà dovuta anche dagli inquilini. La componente dei servizi, invece, sarà dovuta dai proprietari e da una quota tra il 10 e il 30% anche dagli affittuari.

Quanto si pagherà
A decidere saranno i Comuni. La componente rifiuti sarà distribuita in base al principio «chi inquina paga», sancito da una direttiva europea: le famiglie numerose pagheranno di più, come anche chi svolge un’attività che produce parecchi rifiuti, come la ristorazione. Pagheranno di meno, invece, i single. Anche per la Tasi le tariffe saranno fissate dai Comuni, partendo da un’aliquota base fissata all’1 per mille.

Quando si pagherà
Sono previste quattro rate trimestrali con scadenza a gennaio, aprile, luglio e ottobre. Sarà consentito il pagamento in un’unica soluzione, probabilmente a giugno.

Chi pagherà ancora l’Imu
L’Imu sarà abolita solo sulla prima casa, si continuerà invece a pagare sulle seconde case. È ancora oggetto di discussione, inoltre, la proposta di mantenere l’Imu sulla prima casa per le abitazioni signorili (A/1), le ville (A/8) e i palazzi di pregio storico e artistico (A/9).