La potatura secondo Simonit e Sirch

oggi il Messaggero Veneto in vista di vinitaly2014 dedica mezza  pagina al metodo di potatura inventato da Marco Simonit e Pierpaolo Sirch.

Un metodo oggi che inizia ad  essere applicato in diverse vigne Europee ma che nasce proprio qui, nel Collio e che garantisce una maggiore longevità della vite.

Si basa in sitesi su quattro regole:

  • Permettere alla pianta di crescere con l’età, occupando spazio col fusto e con i rami;
  • Garantire la continuità del flusso linfatico;
  • Eseguire tagli, poco invasivi e di piccole dimensioni, sul legno giovane
  • La tecnica “del legno di rispetto” per allontanare il disseccamento dal flusso principale della linfa

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Vinitaly 2014 : La rivincita della Jota

(da Messaggero Veneto) Il pensionamento dei marchi dell’era Tondo inizia da Vinitaly. Dopo che il logo «Fvg live» è stato esplicitamente bocciato dal piano quinquennale della Four Tourism di Josep Ejarque, c’è aria di smobilitazione anche per il «Tipicamente friulano» dell’asse leghista Violino-Bellini, l’uno assessore, l’altro direttore dell’Ersa nella scorsa legislatura.

La scritta gigantesca, affiancata da un calice e con impressa un’aquila imperiale ad ali aperte, che ha avvolto il padiglione 6 della Fiera di Verona dal 2010 alla scorsa edizione (quando c’erano a disposizione i milioni statali per la promozione del Friulano), non ci sarà più. Ufficialmente per esigenze di risparmio, hanno spiegato ieri in conferenza stampa il direttore dell’Ersa Paolo Stefanelli, il direttore del servizio Promozione dell’agenzia Paola Coccolo e il funzionario Giulio Palamara.Lo stand del Friuli Venezia Giulia a Vinitaly. (Verona 07/04/11)

Quell’addobbo è costato 130mila euro più Iva all’anno; più che sufficiente, in alternativa, rimediare con la presenza del personale di Turismo Fvg ai quattro ingressi dello stand. Sarà un caso, ma pare tradotto alla lettera quanto Ejarque scrive nel piano del turismo che la Regione si appresta ad adottare. «Una corretta strategia di marketing – si legge – non si deve focalizzare esclusivamente sugli slogan perché hanno vita breve e non si prestano per una strategia vincente». Si parla di «Fvg live», definito «debole e non capace di creare consapevolezza», ma vale evidentemente anche per «Tipicamente friulano», il marchio registrato quattro anni fa e che, si legge ancora oggi nel sito “Friulano & Friends”, «è l’emblema della strategia di promozione della Regione Fvg applicata all’intero comparto agroalimentare».

Un emblema voluto e difeso da Violino, ma impallinato pure dagli alleati, come accadde nella memorabile conferenza stampa in cui i consiglieri triestini del Pdl Camber, Bucci, Marini e Tononi si presentarono con un piatto di jota sul tavolo a marcare il territorio giuliano dall’avanzata friulanista dell’ex assessore all’Agricoltura. Polemica bis, a partire dal 2010, perfino in occasione della Barcolana, che si è trovata a ospitare un tendone tra il mare e Piazza Unità «predisposto – così si leggeva nei comunicati Ersa – all’insegna del Tipicamente friulano». E per finire non mancò di scatenare proteste pure il tentativo di accostare il logo padano al marchio “Aqua, acronimo di “Agricoltura Ambiente Qualità”. Piero Camber insorse a fine 2012 e costrinse Violino alla ritirata.

Senza più il “Tipicamente friulano” e con un accordo “economico” con la Fiera (il rinnovo del contratto triennale, con opzione sul 2017, costa 1,4 milioni, 480mila euro in meno del precedente), la presenza Fvg al Vinitaly è però da record: 107 aziende nello stand – «Una partecipazione di grande rilievo», sottolinea Giorgio Badin, presidente del Consorzio delle Doc – e un’altra ottantina presenti in altre forme alla 48^ rassegna veronese (6-9 aprile) del vino di qualità. Una rassegna anche quest’anno di grandi numeri, assicurano i responsabili dell’Ersa: «Si attendono 150mila persone, un terzo dall’estero». «Il settore vinicolo – aggiunge il direttore Stefanelli – costituisce elemento trainante per l’intero comparto agroalimentare regionale». Lo stand del Friuli Venezia Giulia, che si estende su una superficie di 1.500 metri quadrati, sarà inaugurato alle 12 del 6 aprile.

Finiti i tempi dei testimonial (nel 2010 toccò a Gerard Depardieu), non mancherà al taglio del nastro Debora Serracchiani. Per essere presenti a Vinitaly le aziende Fvg pagheranno una cifra tra i 2mila e i 3.500 euro più Iva (un terzo dei costi, il resto lo mette la Regione), mentre risulta più a buon mercato (800 euro, ma la posizione dello stand è decisamente meno strategica) l’iscrizione al Prowein di Düsseldorf (23-25 marzo), il più importante evento di settore del Nord Europa (4.800 espositori, una quarantina quelli del Friuli Venezia Giulia.

Bienbebido: Comunicare un vino attraverso i piatti

Bienbebido è un un nuovo paradigma della comunicazione prima ancora di essere una linea di vini dedicata al mecato asiatico. E’ un idea fresca e divertente , diversa , ma con una base solida enologica e  nasce dall’idea di creare ” abbinamenti ideali ” tra vino e cibo .onav

Vintae, la società spagnola che ha pensato questo progetto ha prodotto un lavoro lungo di diversi mesi partendo dalle pietanze e semplificandole,  per quanto possibile , per concentrarsi sul prodotto stesso sull’ingrediente principale  e il modo con cui il vino  si combina al prodotto stesso. bienbebidoE ‘stato difficile, scrivono sul loro sito , ma non impossibile , e crediamo che abbiamo raggiunto questo obiettivo con i vini che stiamo lanciando sul mercato : i vini che sono stati fatti per essere bevuti con polpo , maiale, manzo , prosciutto e formaggio .

E , come possiamo definire questi vini ? Abbiamo deciso di lavorare con la nostra squadra e con le persone che sono molto vicini a noi che conoscono il vino ed i piaceri della buona tavola . Abbiamo raccolto un notevole gruppo di enologi , sommelier, chef e appassionati di vino e abbiamo fatto diversi campioni e coupages con uve provenienti da diverse varietà e provenienza . Certo , li abbiamo abbinato con differenti polpi , pollo , maiale e manzo piatti, così come con diversi tipi di formaggi e prosciutti. E , da degustazione e assaggio , scartando e raffinando , siamo arrivati ​​a un consenso e ai sei ” Bienbebidos ” nati .bienbebido

Quindi, come sono i vini ? Per il polpo , siamo giunti alla conclusione che avevamo  bisogno di un vino bianco fresco e , un vino che soddisfi la trama particolare di questo tipo di cibo. Per il pollo , abbiamo deciso di fare una Garnacha, un vino di medio corpo fresco , con tannini leggeri , che è perfetto per molle carni bianche. Con la carne di maiale , che è una carne succosa che richiede un vino strutturato la scelta è stata facile : un bel taglio Tempranillo e Garnacha dove la frutta ei 18 mesi di invecchiamento in botte sono perfettamente bilanciati. Per le carni bovine , un vino ideale è un vino forte e strutturato: una miscela Tempranillo e Merlot , con una corpo e la complessità risultante dalla grande combinazione di frutta e 16 mesi di affinamento in barriques nuove..

“WINE KIT” PER OTTENERE VINI CON ACQUA E POLVERINE

Il problema dei “wine kit” per ottenere vini pseudo-italiani con acqua e polverine è al centro della vigilanza di consorzi e istituzioni. Ma nonostante qualche vittoria ottenuta dall’Italia, in ordine sparso, la questione è ancora aperta. E sarà al centro di un’interrogazione parlamentare, di scena nei prossimi giorni, promossa da Massimo Fiorio, vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera, e rivolta ai Ministeri delle Politiche Agricole e degli gli Affari europei sulle misure che si intende adottare contro una pratica illecita che “rischia di compromettere l’immagine e la credibilità dell’intero settore vitivinicolo italiano. Un prestigio conquistato nel tempo – si legge nel testo – grazie agli sforzi fatti per la valorizzazione di un prodotto che esprime qualità, tradizione, cultura e territorio; il vino è infatti uno dei maggiori settori produttivi italiani: rappresenta il 20% dell’ export agroalimentare nazionale per un fatturato oltreconfine di 4,7 miliardi di euro; il made in Italy agroalimentare registra un danno medio di circa 60 miliardi di euro l’anno per colpa dell’invasione mondiale di prodotti contraffatti (soprattutto quelli a denominazione certificata), mentre made in Europe arriva a 100 miliardi”.